90 anni Olimpia · Storia 89 di 90

Franco Boselli

239 parole · 2 minuti di lettura · Testo di Giuseppe Marmina

A voler raccontare Franco Boselli si rischia di scambiare la compostezza per distacco, la sobrietà per freddezza. Invece il “Barone”, come lo chiamavano negli spogliatoi, fu l’incarnazione milanese del fuoco sotto la cenere. Una carriera che parla da sola: 372 partite con l’Olimpia, 3106 punti, 12 stagioni consecutive con la stessa maglia, una maglia che era anche pelle.

Nato a Milano il 10 febbraio 1958, cresciuto alla scuola media Colorni a pochi isolati dal Palalido, Franco e il gemello Dino arrivarono al basket passando dal nuoto: categoria Esordienti, migliori tempi italiani nei 100 farfalla e dorso. Entrambi in maglia Olimpia, entrambi prodotti del vivaio, entrambi debuttarono in prima squadra nel 1975/76, l’anno più buio della storia del club, quello della retrocessione in A2. Ma è proprio lì che iniziò la risalita. Dino, play ottimo ma chiuso dal mostruoso minutaggio di Mike D’Antoni, scelse presto di emigrare altrove. Franco restò.

Guardia di 190 cm, tiro morbido in sospensione, intelligenza tattica, freddezza nei momenti chiave. Uno che si faceva trovare sempre pronto, soprattutto quando contava. Un primo cambio di lusso, un sesto uomo che cambiava le partite. Il palmarès con Milano parla da solo: quattro scudetti (1982, 1985, 1986, 1987), una Coppa dei Campioni (1987), una Coppa delle Coppe (1976), una Korac (1985), due Coppe Italia (1986, 1987).

Il suo unico rimpianto? Quel tiro sbagliato a fil di sirena a Grenoble, nella finale di Coppa dei Campioni 1983 contro Cantù. "

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