90 anni Olimpia · Storia 90 di 90

Romeo Romanutti

219 parole · 1 minuto di lettura · Testo di Giuseppe Marmina

Nella transizione dal dopoguerra agli anni d’oro del Simmenthal, uno dei volti-simbolo dell’Olimpia fu Romeo Romanutti: un’ala piccola moderna prima che il ruolo stesso evolvesse, un atleta completo che univa leggerezza di corsa e mano educata, intelligenza tattica e istinto da realizzatore.

Romanutti nacque a Spalato nel 1926, ma fu Trieste a forgiare il suo talento e il suo carattere sportivo. In un contesto cittadino ricco di fermento cestistico, si fece notare già giovanissimo per la naturalezza con cui attaccava il ferro e per la maturità con cui leggeva il gioco. Era un’ala di 1.90, longilinea, con spalle larghe e gambe da mezzofondista, capace di aprire il campo in velocità e chiudere i contropiedi con eleganza. Non a caso, fu tra i primi veri specialisti del gioco in transizione nel nostro campionato.

Nel 1950, quando fu chiamato a vestire la maglia dell’Olimpia Milano, Romanutti era già un nome rispettato: protagonista a Trieste, miglior marcatore della Serie A, atleta completo con un'esperienza internazionale che includeva l’Olimpiade di Londra del 1948. A Milano Contribuì da subito a ridefinirne l’identità tecnica, portando energia e concretezza.

In otto stagioni in biancorosso vinse sei scudetti, mantenendo una media realizzativa sempre costante e spesso decisiva. Non era solo un tiratore prolifico, ma un giocatore in grado di fare la differenza sui due lati del campo.

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