90 anni Olimpia · Storia 78 di 90
Mike D’Antoni
Nato l’8 maggio 1951 a Mullens, piccolo centro della West Virginia, Mike D’Antoni crebbe in una famiglia in cui la pallacanestro era un linguaggio quotidiano. Figlio di Lewis D’Antoni e fratello minore di Dan, futuro allenatore e figura di riferimento a Marshall University, Mike si formò come playmaker nella high school locale, distinguendosi fin da giovanissimo per intelligenza cestistica, leadership naturale e una comprensione del gioco nettamente superiore alla media.
Il passaggio a Marshall University, a Huntington, rappresentò la prima vera piattaforma di affermazione. In ambito universitario D’Antoni consolidò il proprio profilo tecnico: regista puro, tiratore affidabile sul perimetro, giocatore capace di governare il ritmo della partita e di valorizzare sistematicamente i compagni. Le sue prestazioni attirarono l’attenzione degli osservatori NBA e nel 1973 venne selezionato con la chiamata numero 20 assoluta dai Kansas City Kings. L’impatto tra i professionisti fu immediato e nel 1974 arrivò l’inserimento nell’All-NBA Rookie Second Team. Le stagioni successive, tra NBA e ABA, furono invece più discontinue, fino alla breve esperienza ai San Antonio Spurs che segnò la fine del suo percorso americano da giocatore.
La vera svolta della carriera di Mike D’Antoni maturò in Europa e, in modo definitivo, a Milano. Nell’estate del 1977 il presidente Bogoncelli e l’allenatore Pippo Faina, alla ricerca del secondo straniero da affiancare a Lars Hansen, individuarono in lui il profilo ideale. La scelta fu tecnica, ma anche strategica: D’Antoni, figlio di emigrati italiani, era naturalizzabile e perfettamente compatibile con il nuovo quadro regolamentare FIP. Da quel momento ebbe inizio una delle storie più iconiche della pallacanestro italiana.
Con la maglia dell’Olimpia Milano, Mike D’Antoni disputò tredici stagioni consecutive, dal 1977 al 1990, diventandone capitano nel 1983 e simbolo assoluto di un’epoca. I numeri restituiscono con precisione la portata del suo impatto: 455 presenze complessive, 5.573 punti realizzati, primato storico del club, sei volte miglior recuperatore del campionato, leadership costante negli assist e nelle palle rubate. La sua straordinaria capacità di lettura difensiva e di anticipo gli valse il soprannome di “Arsenio Lupin”, destinato a rimanere indissolubilmente legato alla sua figura.
Sotto la sua regia, l’Olimpia visse uno dei cicli più vincenti della propria storia: cinque scudetti (1982, 1985, 1986, 1987, 1989), due Coppe dei Campioni (1987 e 1988), una Coppa Intercontinentale, una Coppa Korac e due Coppe Italia. Dan Peterson, che l’allenò per nove stagioni, lo definì senza esitazioni “l’allenatore in campo”, riconoscendone la visione sistemica del gioco e la capacità di incidere su ogni aspetto della prestazione collettiva.
Nel 1990, al termine della carriera da giocatore, D’Antoni venne unanimemente riconosciuto come il miglior playmaker della storia della pallacanestro italiana.
La transizione verso la panchina fu immediata. Appese le scarpe al chiodo, Mike D’Antoni iniziò la carriera da allenatore proprio all’Olimpia Milano, guidandola per quattro stagioni e conquistando una Coppa Korac nel 1993. Da lì prese avvio un percorso internazionale che lo avrebbe portato ai vertici del basket europeo e mondiale, senza mai recidere il legame con Milano.