90 anni Olimpia · Storia 20 di 90
Olimpia vs NBA — Storia di un legame speciale
Il legame tra l’Olimpia Milano e la NBA non nasce da una moda recente. È un filo lungo, sottile, che attraversa quasi settant’anni di storia e unisce due mondi che per anni non si erano mai toccati. La definizione di “ventiquattresima squadra NBA” non fu un vezzo di Dan Peterson, ma un’etichetta coniata dalla stampa per raccontare la statura internazionale che Milano aveva raggiunto negli anni ‘80: una squadra europea con mentalità, struttura e ambizione da squadra statunitense.
Ma prima che quel riconoscimento prendesse forma, ci furono dei passi di avvicinamento importanti.
Il primo contatto tra il basket italiano e quello professionistico americano avvenne tra il 6 e l’11 maggio 1956. I Syracuse Nationals – futuri Philadelphia 76ers – fecero tappa in Italia per due partite e un clinic, dopo aver impressionato la Spagna con esibizioni spettacolari. Giocarono prima al Foro Italico, il 9 maggio, demolendo una selezione del Centro Italia per 108-59 davanti all’ambasciatrice USA Claire Booth Luce. Poi, l’11 maggio, al PalaGhiaccio di Milano, superarono agevolmente il Borletti, presentatosi rafforzato dai migliori lombardi (Pavia, Cantù e Gallarate) per 99-59.
Quella sera, un giovane Sandro Riminucci si mise in luce, ma il momento simbolico fu un altro: davanti a una zona italiana improvvisata, Dolph Schayes, leggenda NBA, esclamò un secco “bleah, zona” e cominciò a tirare da metà campo con naturalezza imbarazzante. Il pubblico, abituato a ritmi lenti e schemi rigidi, rimase folgorato. Non era solo una squadra più forte. Era un altro sport.
Quell’incontro fugace, rimasto ai margini della memoria cestistica italiana, fu in realtà il primo vero punto di contatto tra due mondi che, per decenni, si erano ignorati: la pallacanestro professionistica americana e il basket dilettantistico europeo.
Passarono 25 anni prima di un'altra partita. Al Palazzone di San Siro, il 5 settembre 1981, una selezione di stelle NBA guidata da Julius Erving e Moses Malone sfidò l’Olimpia. Era la squadra nuova, con Meneghin e Premier appena arrivati, e con Mike D’Antoni in cabina di regia. In tribuna c’erano 12.200 spettatori. La partita finì 98-118 per la selezione NBA.
Nel 1984, in una fase in cui le squadre NBA cominciavano a esplorare il vecchio continente, arrivarono i New Jersey Nets e i Phoenix Suns. Un tour non ufficiale – e quindi non riconosciuto dalla NBA – porta in Italia i New Jersey Nets e i Phoenix Suns. L’Olimpia li affronta in amichevole, prima a Milano, poi a Bologna. Due sconfitte nette, ma che raccontano molto più del risultato. Per la prima volta, una squadra europea può confrontarsi sul serio con il modello NBA.
Il salto più grande arrivò il 23 ottobre 1987, quando l’Olimpia — da campione d’Europa — fu invitata al McDonald’s Open di Milwaukee, diventando la prima squadra europea della storia a disputare una partita ufficiale contro una squadra NBA, i Milwaukee Bucks. Quella squadra, con McAdoo e Meneghin, mostrò al mondo che l’Europa non era più solo terra di buoni comprimari.
Nel nuovo millennio, il legame si è rinsaldato.
Nel 2010, al Forum di Assago, arrivarono i New York Knicks, con Gallinari al rientro da protagonista nella sua ex squadra. Un evento in piena regola, tra standing ovation e un Olimpia costruita per competere in EuroLeague.
Infine, nel 2015, ancora al Forum, toccò ai Boston Celtics chiudere il cerchio. Una serata di basket spettacolo, ma anche di confronto tecnico reale. L’Olimpia si misurò con orgoglio, consapevole che ogni incrocio con la NBA era un riconoscimento.
Ma il rapporto con la NBA non si esaurisce in queste cinque sfide. L’Olimpia è stata un crocevia per tanti uomini NBA, prima ancora che diventasse di moda.
Nel 1966, quando conquistò il primo titolo europeo a Bologna contro lo Slavia Praga, in squadra c’era Bill Bradley: leggenda di Princeton, futuro Hall of Famer e campione NBA con i Knicks. Ogni settimana volava da Oxford, dove studiava, per indossare la maglia del Simmenthal.
Poi venne Joe Barry Carroll, reduce da una disputa contrattuale con Golden State. Un All-Star che accettò di passare una stagione a Milano. Ci fu Antoine Carr, ancora prima di iniziare la sua carriera NBA. Il più illustre di tutti fu Bob McAdoo, Rookie of the Year nel 1973, MVP NBA nel 1975, tre volte miglior marcatore della lega (1974, 1975, 1976), due titoli NBA con i Lakers di Magic e Kareem (1982, 1985). E ancora: Mike D’Antoni, figura-ponte per eccellenza, prima da giocatore, poi da allenatore. Un americano diventato leggenda italiana e poi tecnico NBA con Denver, New York, Phoenix, Los Angeles Lakers e Houston. Infine Danilo Gallinari, che da Milano spiccò il volo verso la sesta scelta assoluta del Draft 2008.
L’Olimpia è stata la prima squadra europea a varcare certi confini, a confrontarsi sul campo con i professionisti americani, ma anche a costruire squadre e modelli organizzativi ispirati al mondo NBA senza mai perdere la propria identità.
Olimpia Milano vs Squadre NBA – I risultati
| Data | Luogo | Partita | Risultato |
|---|---|---|---|
| 11 maggio 1956 5 settembre 1981 | Milano Milano | Borletti Milano – Syracuse Nationals Billy Milano – All Stars NBA | 59-99 98–118 |
| 5 settembre 1984 | Milano | Olimpia Milano – New Jersey Nets | 80–127 |
| 7 settembre 1984 | Bologna | Olimpia Milano – Phoenix Suns | 93–118 |
| 23 ottobre 1987 | Milwaukee (USA) | Milwaukee Bucks – Olimpia Milano | 123–111 |
| 3 ottobre 2010 | Milano | Olimpia Milano – New York Knicks | 113–125 |
| 6 ottobre 2015 | Milano | Olimpia Milano – Boston Celtics | 91–124 |