90 anni Olimpia · Storia 59 di 90

Lo sponsor Billy

277 parole · 2 minuti di lettura · Testo di Giuseppe Marmina

Il 20 ottobre 1978 segnò un passaggio cruciale nella storia dell’Olimpia. Quel giorno venne annunciato l’abbinamento con Fonti Levissima e con il marchio Billy, una partnership che riportò stabilità dopo un’estate tormentata e restituì alla piazza milanese l’idea di un progetto credibile, solido, strutturato.

L’Olimpia usciva infatti da una crisi profonda: la Cinzano aveva interrotto l’abbinamento, lasciando scoperto un club che, per tradizione e visibilità, non poteva permettersi di restare senza un partner. Allo stesso tempo anche Varese aveva vissuto il proprio scossone con l’addio della Mobilgirgi. Due simboli del nostro basket improvvisamente senza riferimenti industriali: un cortocircuito che fotografava bene la fragilità del movimento negli anni Settanta.

L’annuncio con Levissima cambiò tutto. Non solo perché garantì ossigeno economico — si parlò di una cifra vicina al mezzo miliardo di lire per due anni — ma perché riportò attorno all’Olimpia un marchio forte, riconoscibile, già legato al basket italiano in altre piazze e deciso a rientrare nel gioco con un progetto a lungo respiro. Il presidente Adolfo Bogoncelli lo disse chiaramente: serviva un’industria seria, solida, capace di credere nel basket come piattaforma pubblicitaria. E Fonti Levissima rispose, riportando a Milano un partner che, a Cantù, aveva firmato anche uno scudetto nel 1968 con il marchio Oransoda.

Il nuovo marchio Billy, destinato a un pubblico giovane e lanciato proprio attraverso il basket, divenne immediatamente parte dell’immaginario milanese. La squadra tornò ai colori tradizionali, biancorosso riaffermando un’identità che non era mai stata solo estetica.

Con la sponsorizzazione Billy, l’Olimpia perse la finale scudetto nel 1979 contro la Virtus Bologna, vinse lo scudetto della seconda stella nel 1982 e perse la finale di Coppa dei Campioni contro Cantù nel 1983.

Tutte le 90 storieSegnala una correzione