90 anni Olimpia · Storia 53 di 90

Ferracini conteso tra Olimpia e Virtus Bologna

336 parole · 2 minuti di lettura · Testo di Giuseppe Marmina

Nel 1967 il Simmenthal Milano tesserò Vittorio Ferracini, giovane centro di belle speranze. Ma in quella Simmenthal, nelle due stagioni successive, Ferracini trovò poco spazio. Nel 1969 venne ceduto in prestito per due stagioni al Petrarca Padova.

Per precise disposizioni federali un cestista non poteva essere ceduto in prestito più di due stagioni consecutive (per evitare speculazioni sul cartellino), quindi Ferracini tornò a Milano nel 1971. Rubini e Bogoncelli non ritennero Ferracini pronto per il Simmenthal ma non volendo privarsi del cartellino del giocatore, idearono un escamotage, un prestito con diritto di riscatto (allora non contemplato dalla federazione). Bogoncelli cedette con una scrittura privata datata 22 luglio 1971 il cartellino di Vittorio Ferracini alla Virtus Bologna per 30 milioni di Lire. La scrittura privata - non riconosciuta dalla FIP - prevedeva che il Simmenthal avrebbe potuto riottenere dalla Virtus, al termine della stagione 1972/73, il cartellino del giocatore Ferracini, pagando 30 milioni di lire.

La Virtus, alla fine della stagione 1972/73, si rifiutò di cedere il cartellino di Ferracini alla Simmenthal, interpretando il contratto nel senso che il pagamento di ulteriori 30 milioni di lire alla Simmenthal avrebbe garantito alla Virtus la proprietà del cartellino.

Bogoncelli si vide costretto a rivolgersi al Pretore di Milano per ottenere il cartellino. Il Pretore diede ragione al Simmenthal, giusto in tempo per il tesseramento, privando la Virtus di un giocatore non più, dati i tempi, sostituibile. Alla chiusura delle liste di trasferimento (31 luglio 1973), la Simmenthal spedì la richiesta di tesseramento per Ferracini, inviando alla Federazione il cartellino firmato dal giocatore e, come nullaosta, la sentenza del Pretore.

"Quello fu un episodio abbastanza brutto" racconterà Ferracini a Giganti del Basket "la cosa mi procurò anche insulti gratuiti come quelli di un giornalista che in occasione di Sinudyne-Innocenti dell'anno dopo, scrisse che la partita aveva un solo inconveniente, la presenza di due indesiderabili: l'arbitro tal dei tali e Ferracini. Aggiunse anche che non valevo niente come uomo, e che mi ero venduto, tutto senza aver mai parlato con me”.

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