90 anni Olimpia · Storia 30 di 90
Roberto Premier
Nato nel 1958 a Spresiano, in provincia di Treviso, Roberto Premier crebbe nelle giovanili locali e trovò presto la via della Serie A. Esordì nel 1978 con la Pagnossin Gorizia, dove affinò il tiro dalla lunga distanza e costruì la propria reputazione di giocatore solido e affidabile. Le sue abilità di scorer convinsero l’Olimpia Milano, che nell’estate del 1981 lo portò in una città e in una squadra destinate a segnare la storia del basket europeo.
A Milano trovò un ambiente in piena trasformazione. L’arrivo di Dino Meneghin ridisegnò gli equilibri interni, e Dan Peterson gli affidò un ruolo chiave: quello di aprire il campo, dare energia, garantire punti e concretezza. Premier rispose come sempre, con il carattere e una grande grinta. Alto 197 centimetri, fisico compatto e forza mentale da veterano, divenne subito uno degli uomini più rappresentativi dell’Olimpia. In uscita dai blocchi colpiva con precisione e in transizione si prendeva responsabilità che pochi osavano. Le sue “bombe” da tre punti innescarono un linguaggio nuovo, il simbolo di un basket che stava diventando più veloce, più aggressivo, più moderno.
Premier fece parte di una delle squadre più vincenti della storia dell’Olimpia. Con lui in campo, Milano dominò la scena nazionale e internazionale, conquistando cinque scudetti (1982, 1985, 1986, 1987, 1989), due Coppe Italia, una Coppa Korac, due Coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale.
In ognuna delle sfide affrontate, Premier incarnò l’anima della squadra: la durezza mentale, la fame, la capacità di tenere il fuoco acceso in qualsiasi momento.
Accanto ai trionfi arrivarono anche i rimpianti. Il più doloroso fu la finale di Coppa dei Campioni del 1983, persa a Grenoble contro Cantù per 69-68. Quella sconfitta lasciò il segno, ma non scalfì la sua mentalità. Premier continuò a essere il giocatore che trascinava, che dava il tono e l’esempio, che si caricava spesso la squadra sulle spalle.
Nel 1989 lasciò Milano e si trasferì al Messaggero Roma, con cui vinse una Coppa Korac nel 1992, proseguendo una carriera che lo vide poi protagonista nelle serie inferiori, sempre con la stessa dedizione e lo stesso spirito competitivo.
Premier rappresentò alla perfezione lo spirito dell’Olimpia degli anni Ottanta: grinta, appartenenza, sacrificio e orgoglio. Fu l’anima operaia di una squadra che unì classe e carattere e l’uomo che seppe essere letale nei momenti decisivi.