90 anni Olimpia · Storia 29 di 90

Rolando Blackman

339 parole · 2 minuti di lettura · Testo di Giuseppe Marmina

Rolando Blackman arrivò a Milano nell’estate del 1995 con la fama del professionista serio, del tiratore infallibile e del veterano di mille battaglie NBA. Trentasei anni, mano ancora educata: fu la ciliegina sulla torta di una Stefanel ricca di talento.

Nato a Panama nel 1959, cresciuto a Brooklyn, Blackman aveva alle spalle una carriera da All Star. Dopo quattro anni a Kansas State – dove fu MVP della Big Eight e convocato per la Nazionale USA ai Giochi del 1980 poi boicottati – fu scelto al primo giro del draft ’81 dai Dallas Mavericks. In Texas giocò undici stagioni, portando i Mavs alla prima partecipazione ai playoff e sfiorando le Finals nel 1988 contro i Lakers. Fu per anni il miglior realizzatore nella storia dei Mavs (16.643 punti), con quattro convocazioni all’All Star Game.

Nel ’92 passò ai Knicks, raggiungendo nel 1994 la finale NBA persa 4-3 contro Houston. Poi la parentesi europea: prima AEK Atene, infine Milano.

Alla corte di Tanjević trovò una squadra giovane, con nomi come Bodiroga, Fucka e Gentile. All’inizio partì in punta di piedi, lasciando spazio ai nuovi equilibri, ma quando si alzarono le poste in palio, Rolando tornò protagonista.

Final Four di Coppa Italia 1996, Forum di Assago: semifinale tirata con Bologna, poi show personale in finale contro Verona. Blackman ne segnò 28, guidando Milano alla conquista della quarta Coppa Italia della sua storia e conquistando il titolo di MVP.

Il colpo grosso arrivò a maggio, con lo scudetto numero 25. Contro la Fortitudo, Milano chiuse la serie 3-1: Blackman firmò 19 punti in gara 4 e suggellò una stagione da protagonista. Chiuse con 596 punti stagionali e 14.9 di media.

Dopo l’esperienza milanese giocò brevemente a Limoges, poi intraprese la carriera da allenatore: fu nello staff dei Mavericks, seguì Nowitzki con la Germania, collaborò con la Turchia e guidò Panama.

Il suo numero è stato ritirato da Kansas State e dai Dallas Mavericks ed è membro della Hall of Fame dell’Olimpia. A Milano gli bastò solo un anno per lasciare il segno.

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