90 anni Olimpia · Storia 26 di 90
Raffaele Morbelli
Se la pallacanestro italiana ha avuto un uomo capace di cambiare la percezione stessa del ruolo dirigenziale, quel nome è Raffaele Morbelli, per tutti Lello. Uno che, ben prima che si parlasse di "presidente operativo", già incarnava la figura del manager totale: stratega, comunicatore, uomo di spogliatoio e negoziatore.
Alessandrino di nascita ma romano d’adozione, Lello Morbelli aveva la stoffa di chi sapeva muoversi in ogni ambiente: dai corridoi federali agli spogliatoi, dalle cene con gli sponsor alle telefonate con gli agenti. Dopo una discreta carriera da giocatore nella Lazio al fianco di leggende come Primo e Tracuzzi, divenne General Manager della Pallacanestro Cantù nel 1968.
In diciotto anni di lavoro certosino, costruì una delle più vincenti dinastie europee. Fece di Cantù una capitale del basket continentale, pur partendo da un paesino della Brianza. Con la famiglia Allievi tessé una rete di competenze e talenti irripetibile. Il risultato? Semplice: 2 Coppe dei Campioni, 4 Coppe delle Coppe, 3 Coppe Korac, 2 Coppe Intercontinentali e 2 Scudetti.
Nel 1986, Gianmario Gabetti, patron dell’Olimpia Milano, lo chiamò per affidargli la presidenza. Iniziò così la seconda vita sportiva di Morbelli, stavolta nel club più titolato d’Italia. Undici anni alla guida, tra Peterson e Casalini, poi D’Antoni e Tanjevic. Anni in cui portò a Milano 3 scudetti, 1 Coppa Italia, 2 Coppe dei Campioni, 1 Coppa Intercontinentale, e 1 Coppa Korac.
Morbelli era riservato, puntiglioso, maniacale nel controllo dei dettagli, credeva nel lavoro quotidiano e nel rispetto delle competenze. Si circondava di vincenti, ma li proteggeva anche nei momenti difficili. Nulla gli sfuggiva e il suo carisma si percepiva anche quando stava zitto.
Nel 2014, venne indotto nella Hall of Fame del basket italiano.
Nel 2017, l’Olimpia Milano inserì Morbelli ufficialmente nella sua Hall of Fame societaria, come 36° membro, accanto a illustri dirigenti come Gabetti e Bogoncelli. È il giusto tributo a un uomo che insegnò come si costruisce una società sportiva vincente: con metodo, con rispetto e con stile.