90 anni Olimpia · Storia 10 di 90
Mimis Stephanidis, il primo straniero dell’Olimpia
Dimitris “Mimis” Stephanidis nacque il 28 ottobre 1931 ad Atene, nel quartiere popolare di Kypseli, e appartiene alla generazione che ha fatto uscire il basket greco dall’anonimato, trasformandolo in un movimento riconosciuto a livello internazionale. Giocatore elegante, intelligente e versatile, fu ala piccola dal talento naturale per il gioco di squadra, simbolo di un’epoca in cui la pallacanestro greca stava ancora imparando a definirsi.
La sua carriera iniziò al Panellinios Gymnastikos Syllogos, fondato nel 1891, che nel 1929 aveva aperto il proprio settore di pallacanestro. Il nome, Panellinios, significa “panellenico”, “l’intera Grecia”: un’idea di rappresentanza nazionale che andava oltre lo sport.
Negli anni Cinquanta, il club visse il suo apice assoluto. Allenata dal filosofo-coach Nikos Nissiotis, la squadra divenne nota come la “Χρυσή Πεντάδα”, il Quintetto d’Oro”, un quintetto che rappresentò l’élite del basket europeo prima ancora che esistesse la Coppa dei Campioni. Ne facevano parte Themis Cholevas, Dinos Papadimas, Mimis Stephanidis, Panos Manias e Aristeidis Roubanis: cinque giocatori che coniugarono tecnica, intelligenza e una concezione corale del gioco destinata a influenzare un’intera generazione.
Nel 1954 raggiunse la finale del Torneo di Sanremo, perdendo contro l’Olimpia Milano (81–74). L’anno successivo trionfò al Torneo di Bruxelles, superando la Stella Rossa Belgrado 91–67.
Fu proprio durante uno di quei tornei che l’Olimpia Milano, allora targata Borletti, si accorse di lui. Cesare Rubini, uomo dal fiuto infallibile, comprese che quel ragazzo greco poteva portare qualcosa di nuovo. Così, nell’autunno del 1955, Stephanidis divenne il primo straniero nella storia dell’Olimpia Milano.
Il suo arrivo a Milano fu accolto come un piccolo evento. Il 27 ottobre del 1955, Stephanidis atterrò a Malpensa, dove ad attenderlo c’erano il presidente Adolfo Bogoncelli, l’allenatore Cesare Rubini e alcuni giocatori, tra cui Sandro Riminucci. I giornali lo definirono “il tanto atteso acquisto del Borletti”. Il suo sbarco fu ritardato da impegni militari ad Atene. Stephanidis arrivò in Italia anche per motivi di studio, si era infatti iscritto all’università milanese.
Il suo esordio ufficiale avvenne al Palazzo dello Sport di Milano il 30 ottobre 1955 contro la Virtus Bologna, in un campionato che all’epoca si chiamava “Elette”, riservato alle migliori dodici squadre italiane. Milano s’impose 78-63 con un’ottima prestazione del giocatore greco.
Dopo la parentesi milanese — breve ma significativa — e una stagione alla Reyer Venezia, Stephanidis tornò ad Atene per chiudere il cerchio con il suo Panellinios, vincendo ancora nel 1957 e concludendo poco dopo la carriera da giocatore. In quegli anni fu anche colonna della nazionale greca, con cui disputò 33 partite e segnò 253 punti, prendendo parte a competizioni come l’EuroBasket 1951, le Olimpiadi di Helsinki 1952 e i Giochi del Mediterraneo del 1955, dove conquistò il bronzo.
Terminata l’attività agonistica, si reinventò allenatore, guidando alcune tra le principali squadre greche come Panellinios, Panathinaikos, Olympiacos, Pagrati e Sporting.