90 anni Olimpia · Storia 84 di 90
L’incontro tra Cesare Rubini e Helenio Herrera
Pochi giorni dopo la storica conquista della Coppa dei Campioni da parte del Simmenthal Milano, il basket incrociò idealmente il calcio in un incontro dal forte valore simbolico. Ad Appiano Gentile, Cesare Rubini, allenatore del Simmenthal, incontrò Helenio Herrera, allenatore dell’Inter.
Non fu una visita di cortesia, ma un dialogo tra due leader che avevano appena portato le rispettive squadre al vertice assoluto. Il “mago” del basket e il “mago” del calcio si riconobbero subito: nei metodi, nell’intensità del lavoro quotidiano, nella convinzione che la vittoria nasca prima nella testa e poi sul campo.
Il clima fu immediatamente cordiale. Dai complimenti reciproci si passò rapidamente al confronto tecnico, fino a immaginare una sfida incrociata tra Inter e Simmenthal: calciatori alle prese con il parquet, cestisti con il pallone tra i piedi. Un’idea che racconta bene lo spirito di quell’epoca e la modernità di due allenatori capaci di guardare oltre i confini della propria disciplina.
In quel contesto emerse anche una figura-ponte tra i due mondi: Armando Picchi. Capitano nerazzurro e uomo simbolo dell’Inter di Herrera, Picchi aveva un passato cestistico a Livorno, in una famiglia in cui la pallacanestro era tradizione. Non a caso fu tra i più coinvolti e sorridenti in quell’incontro, testimonianza vivente di come calcio e basket potessero parlarsi e arricchirsi a vicenda.
Si parlò anche della possibilità che i giocatori del Simmenthal andassero in ritiro con quelli dell’Inter, dato che Gianmarco Moratti era vice presidente del Simmenthal oltre che figlio del presidente dell’Inter, Angelo, e consigliere lui stesso di quella calcistica.